Il Daily Mail ha pubblicato degli scatti che ritraggono la Principessa Diana qualche momento prima dell’incidente che ne causò la morte, la notte del 31 agosto 1997 a Parigi; le foto erano state in precedenza acquisite in sede processuale. Studio Aperto dal canto suo ha trasmesso un video in cui mostra le foto della camera da letto della sfortunata Chiara Poggi. Foto uscite su Libero, assieme ai verbali dell’omicidio. Un bello stupro mediatico in differita. Quale beneficio potrà mai trarre la società civile dall’esibizione di feticci del genere? Esiste un limite ultimo alla pornografia vestita dei media? Che non si invochi il diritto di cronaca, santoddio. Che fine ha fatto il dovere di cronaca, che so, riguardo ai 173 militari italiani reduci dai Balcani che sono malati di tumore (beh il nesso eziologico non è provato, ehy cowboy fatti i cazzi tuoi e ingurgita un po’ di gossip)? Che dire del senso del pudore del lettore medio, davvero sarà interessato a vedere gli occhi sgranati dell’autista Henry Paul, il volto sorpreso della guardia del corpo Trevor Rees e il caschetto biondo della Principessa, che cerca di nascondersi ai flash dei paparazzi? Proverà gusto nel distinguere la marca di biancheria intima di una ventenne assassinata, buttata su un letto? Mary dalla Virginia commenta le foto sul sito del Daily Mail in questo modo: Look at the amount of flash the driver has to contend with! These photographers are causing accidents with there reckless behavior. They should not be allowed to hound people, especially in motor vehicles. E’ un mondo che va à rebours. E ce lo meritiamo.
Cui prodest?